Progressive Japan

Nella “cucina italiana contaminata” di Yoji Tokuyoshi la cultura gastronomica del Bel Paese incontra la tradizione giapponese, completandosi ed ispirandosi a vicenda senza mai sovrastarsi. Sperimentazione, curiosità e spirito innovativo al servizio di un’identità forte e distintiva.

Lo Chef Yoji Tokuyoshi di fronte al Ristorante Tokuyoshi

Yoji Tokuyoshi cresciuto a Tottori, una piccola città del Giappone, da una famiglia di farmacisti, a 18 anni decide di frequentare una scuola di cucina a Tokyo e di non proseguire il mestiere di famiglia. Dopo una serie di esperienze lavorative in ristoranti italiani nel suo Paese natale, parte per l’Italia, dove ha la fortuna di incontrare Massimo Bottura e intraprendere la carriera come suo sous-chef, durata 9 anni. Il forte desiderio di creare una sua cucina spinge Yoji ad aprire il suo Ristorante il 4 Febbraio 2015 a Milano. Prendendo spunto dalle sue idee e dalla sua continua creatività, lo chef propone una cucina italiana ma ispirata alla filosofia giapponese, dando vita a una cucina italiana ‘contaminata’ . I due mondi si intrecciano piacevolmente, presentando un’estetica di impiattamento e tecniche prettamente giapponesi, ma un sapore degli ingredienti tutto italiano. Ogni piatto è il risultato di un equilibrio che lo chef cerca instancabilmente di mantenere vivo.</div>

Super Dry Pot’

Lo chef Yoji Tokuyoshi ha inserito nel menu del Ristorante Tokuyoshi un nuovo piatto, il Super Dry Pot': una morbida spuma di patata all’essenza di senape, ghiacchiata in azoto liquido e servita con granella di nocciole, fiori e foie gras. Il piatto viene valorizzato dal gusto karakuchi di Asahi Super Dry, secco e rinfrescante, che prepara perfettamente il palato alla degustazione del Super Dry Pot’.

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